Il progetto

Era l’estate del 2013, parte del tempo lo trascorrevo a passeggiare nei miei boschi. Un giorno in un momento di rilassante riposo mi misi ad ammirare la fitta distesa di alberi di larice quando affiorò spontaneo un ricordo: da ragazzo, durante i lunghi trekking a cavallo da Pragelato verso la Francia, notavo incuriosito gli adulti, che, dopo laute grigliate, estraevano dai larici un succo allora a me misterioso; “È per rinfrescare la bocca e favorire la digestione…” mi sussurravano complici.
Quello stesso giorno tentai un’infusione a freddo dell’estratto di larice composto da linfa elaborata e resina.

In autunno, dopo una cena nella nostra storica baita di famiglia, diventata poi sede della Digestivo LAR-ICE, davanti alle fiamme del camino, alcuni amici lamentavano la mancanza di un digestivo. Nella tavernetta dalle alte volte in pietra, dove la temperatura è costante tutto l’anno, riposava e maturava, come oggi, l’estratto di larice; era l’occasione giusta per assaggiarlo. La degustazione ci lasciò meravigliati: autentico profumo e sapore di bosco; naturale, fresco, balsamico e immancabilmente digestivo.

Nell’estate del 2014, volevo approfondire e migliorare la ricetta, mi dedicai quindi alla preparazione di diversi campioni, variando le quantità di estratto di larice, acqua e zucchero.

Nel 2015, incoraggiato dalle conferme di amici, aiutato da mastri distillatori e sommelier nell’equilibrare il gusto, iniziavo la prima produzione di 493,5 litri, che corrispondono a sole 987 bottiglie.

La linfa elaborata e la resina presenti all’interno dei larici, infatti, sono risorse molto rare, talvolta da un albero se ne ottiene la quantità sufficiente per produrre solo una bottiglia, altre volte da un intero bosco non se ne ricava nessuna.

Il legame del digestivo con il suo albero è così forte che ho pensato di tradurlo rivestendo a mano le bottiglie con un sottile foglio in legno di vero larice che con il tempo assumerà il tipico colore rossiccio. Ogni foglio di legno, presenta un disegno delle fiamme diverso che rende ciascuna bottiglia un’opera d’arte unica. Anche i tappi sono in legno di larice. La bottiglia risulta essere, così, un’estensione dell’albero custode del suo nettare.

Il brand è stato studiato a New York dall’artista Jill Malek specializzata in loghi ispirati alla natura. La designer è riuscita a mantenere un dialogo stretto con l’albero, esplicandolo attraverso un bouquet di rami di larice che viene stampato a caldo sul foglio di legno in color oro dai riflessi verdi, riprendendo, così, le nuances originali del digestivo. La parola LAR-ICE è stata rappresentata come un’incisione a fuoco. In fine ogni bottiglia viene numerata a mano.

Il marchio figurativo LAR-ICE e il modello di design della bottiglia sono registrati  presso L’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Così come il larice ha radici salde e profonde nella sua terra, anche la bottiglia in ragione di tale legame viene avvolta nella cartina n° 105 dell’Istituto Geografico Centrale, sulla quale sono stati evidenziati i nostri boschi di estrazione e il Parco Naturale della Val Troncea. La cartina, idealmente rimanda ai paesaggi incontaminati dell’alta Val Chisone, luoghi che sottolineano e confermano le caratteristiche di naturalità e artigianalità del nostro digestivo.

 

2016

La nuova produzione presenta una ricetta più intensa sia nel colore sia nel gusto.  
Quest’anno i nostri larici sono stati molto generosi e ci hanno permesso di estrarre circa il triplo della linfa elaborata e della resina rispetto all’anno scorso, ma al posto di triplicare semplicemente la produzione, abbiamo concentrato tutto l’estratto in 801 bottiglie a fronte delle 987 del 2015 per regalare al nostro digestivo un gusto unico ancora più balsamico e persistente.

Abbiamo, inoltre sperimentato con successo un’innovativa tecnica d’infusione che ci ha permesso di amalgamare la soluzione idroalcolica con l’estratto di larice in maniera più equilibrata, tale per cui se ne percepisce un gusto più voluttuoso e delicato, notevolmente smussato del sapore pungente dell’alcol.

Anche la percentuale di zucchero è stata leggermente abbassata sempre con l’obiettivo di dare il maggiore risalto possibile al gusto naturale del larice.

La ricerca di un gusto maggiormente persistente e naturale si è, poi, tradotta anche negli aggiornamenti del design del logo: la stampa a caldo sul legno è stata pressata con maggiore calore e forza per ottenere un effetto tattile più evidente e colori più vividi e intensi. Al logo stampato sulla cartina e sul cartellino appeso al collo della bottiglia è stato, infine, aggiunto anche il bouquet di rami di larice.