Il larice – Larix decidua

Il larice è la conifera più diffusa in alta Val Chisone. L’epiteto “decidua” deriva dal latino deciduum “che cade”, e indica la particolarità del larice di perdere le foglie con il sopraggiungere dell’inverno, a differenza delle altre conifere autoctone, questa caratteristica gli permette di avere una maggiore resistenza nei confronti del freddo.

Il legno del larice è da sempre apprezzato nei lavori di falegnameria, specie per gli esterni, grazie alla sua durata e robustezza e per il suo bel colore rosso intenso.

È un albero che trasmette fiducia e sicurezza sia per la sua imponenza sia per i differenti impieghi. Oltre che per scopi edili il larice era largamente utilizzato quale farmacia spontanea e naturale. Sin dall‘antichità attraverso le nobili qualità della sua linfa e resina gli furono riconosciute molte proprietà curative.

Gli estratti dell’albero venivano, infatti, utilizzati nella medicina popolare per una vasta gamma di trattamenti fornendo per molte generazioni un prodotto importantissimo a fini terapeutici utili se non essenziali per la sussistenza della gente di montagna costretta a durissimi ritmi di vita.  L’estratto del larice a quei tempi era talmente utile e prezioso da essere denominato l’oro verde!

Uno degli usi più diffusi e conosciuti degli estratti dell’albero di larice erano i preparati per curare e alleviare i disturbi dell’apparato gastroenterico:

Studi scientifici recenti evidenziano le caratteristiche probiotiche intestinali degli estratti dell’albero di larice le quali favoriscono la crescita della flora batterica, regolarizzando il transito intestinale, stimolando la secrezione biliare e riducendo la concentrazione degli agenti patogeni. Nella sua funzione probiotica le preparazioni a base di larice aiutano a modulare il sistema immunitario.